La nostra storia

Lungo la Via Cassia

I sec. a.C.
La Mansio Romana

La Mansio Romana

Lungo la Via Cassia, principale arteria verso il nord dell'impero, i Romani edificarono nella Valle di Baccano la prima stazione di posta del territorio: la Mansio. Ospitalità, stalle e bagni termali per i viandanti. Un luogo di sosta che avrebbe continuato a svolgere questa funzione per secoli.

II sec. d.C.
Sant'Alessandro

Sant'Alessandro

Nel II secolo d.C., lungo il XX cippo miliare della Cassia, il Vescovo Alessandro di Baccano subì il martirio sotto Caracalla. Attorno alle sue spoglie, i suoi seguaci eressero i primi edifici stabili della Valle. Nacque così, secondo la tradizione, il primo nucleo di quello che sarebbe diventato questo luogo.

Medioevo
La Via Francigena

La Via Francigena

Nel Medioevo la Valle di Baccano divenne crocevia tra la Cassia e la Via Francigena, il grande percorso dei pellegrini diretti a Roma. La posizione garantiva rifugio sicuro in un territorio tutt'altro che pacifico: briganti, malaria e pericoli di ogni genere rendevano ogni sosta un privilegio. Chi arrivava qui poteva tirare finalmente un sospiro di sollievo.

1463
L'Albergo dello Lione

L'Albergo dello Lione

La prima menzione certa del luogo risale al 1463, quando tale Cacciavillani gestiva l'Albergo dello Lione sulla Cassia. Oste dalla personalità esuberante, era celebre tra mercanti e pellegrini per l'arte di risollevare dagli affanni del viaggio. La sua osteria era già, allora, molto più di un semplice ricovero di strada.

1666
I Principi Chigi

I Principi Chigi

Nel 1666 la potente famiglia senese dei Chigi acquisì l'osteria, affidando il restauro a Carlo Fontana, allievo del Bernini. L'umile albergo si trasformò in una monumentale stazione di posta, inaugurata l'anno seguente. Fu allora che nacque la nuova Cassia papalina: i Chigi, abili quanto potenti, ne deviarono il tracciato obbligando carrozze e viaggiatori a transitare dalla loro tenuta.

XVIII sec.
Il Grand Tour

Il Grand Tour

Al chilometro 30 della Cassia Antica, ultima sosta prima della campagna romana, la stazione entrò nel percorso del Grand Tour. Vi soggiornarono Goethe, Belli e Alfieri, che qui scrisse un celebre sonetto di condanna al Papato, ispirato dalla vista dalla sua stanza sulla Valle di Baccano.

Inizio XIX sec.
Napoleone

Napoleone

Napoleone conosceva bene la reputazione della Valle: tratto tra i più pericolosi d'Italia, infestato di briganti. La Via della Femmina Morta, strada laterale alla Cassia, deve oggi il nome proprio alle operazioni di repulisti che le Petit Caporal operò nel territorio, quando fece abbattere l'intera foresta che si estendeva fino alle porte di Roma. Fu allora che requisì la stazione di posta per farne il proprio quartier generale nella sua guerra al brigantaggio.

XIX sec.
Il Risorgimento

Il Risorgimento

Con l'Unità d'Italia la stazione continuò a svolgere il suo ruolo di crocevia strategico. Tra i suoi ospiti più illustri di questo periodo, lo statista Massimo d'Azeglio: uno dei principali artefici del Risorgimento.

1943-45
L'occupazione

L'occupazione

Durante la Seconda Guerra Mondiale, la posizione della tenuta (crocevia tra Roma e il nord) ne fece inevitabilmente un punto di stanza per le truppe di passaggio. Come già nei secoli precedenti, la geografia del luogo non lasciava scelta: chi percorreva la Cassia si fermava qui. La storia, ancora una volta, bussò a questo portone nel suo periodo peggiore.

Dopoguerra
La famiglia Pulcini

La famiglia Di Felice-Pulcini

A metà del Novecento la tenuta passò nelle mani di Otello Pulcini, che ne intuì il valore e avviò oculate opere di restauro. Proseguiti con dedizione dagli eredi Di Felice-Pulcini, i lavori hanno restituito all'Antica Posta Chigi il carattere e il calore che la storia le aveva consegnato. Da allora, ogni ospite ne è parte.

Oltre 20 secoli di ospitalità

Lungo la Via Cassia, a trenta chilometri da Roma, questo luogo accoglie viaggiatori da oltre duemila anni. La prima menzione certa risale al 1463, quando tale Cacciavillani gestiva l’Albergo dello Lione, celebre tra mercanti e pellegrini per l’arte di risollevare dagli affanni del viaggio.

Nel 1666 i principi Chigi acquistarono l’osteria affidando il restauro a Carlo Fontana, allievo del Bernini. Fu allora che nacque anche la nuova Cassia papalina: i Chigi, con la consueta abilità, ne deviarono il tracciato obbligando carrozze e viaggiatori a transitare dalla loro tenuta. Inserita nel percorso del Grand Tour, la stazione ospitò Goethe, Alfieri e Belli. Anche le truppe napoleoniche vi alloggiarono, e Massimo D’Azeglio vi soggiornò mentre lavorava all’Unità d’Italia o cercava ispirazione per i suoi dipinti.

A metà del Novecento, grazie alla passione di Otello Pulcini per questo luogo, furono avviate accurate opere di restauro che, proseguite dagli eredi Di Felice-Pulcini, hanno restituito all’Antica Posta Chigi il carattere e il calore che la storia le aveva consegnato.

Il Fontanile

L’elemento più antico dell’intera struttura è costituito dallo storico Fontanile che, con la sua imponenza, cattura immediatamente lo sguardo dei passanti. La centralità dell’opera è rimasta inalterata nei secoli. Perfettamente preservato dalle ingiurie del tempo, il Fontanile rinnova alla mente la poesia degli abbeveratoi e delle pubbliche lavande di un tempo. Oggi come allora, è il primo segno che si è arrivati.

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When reality surpasses expectations, and the render.